La giornata di studi “È online. È di tutti? Immagini online, Archivi offline”, ospitata dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e organizzata da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia in collaborazione con Studio Jacobacci, ha riportato al centro alcune delle questioni oggi più rilevanti per il settore: la costruzione di continuità documentale, la trasmissibilità dei patrimoni e il rapporto tra digitalizzazione, conoscenza e valorizzazione culturale.
La necessità di creare continuità tra pubblico e privato, in un contesto in cui il patrimonio attraversa costantemente musei, famiglie, fondi fotografici e collezioni, è stata al centro del panel “Tra archivio e collezione: realtà, professioni, economie”, durante il quale Giulia Tosetti ha portato l’esperienza maturata da Emblème nella gestione e valorizzazione di patrimoni privati, fondi fotografici e collezioni complesse, in dialogo con Carlo Birrozzi, direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, e Barbara Bergaglio, responsabile del Progetto Archivi di CAMERA.
Il confronto ha evidenziato come oggi la digitalizzazione non possa più essere interpretata esclusivamente come processo di accesso o conservazione delle immagini, ma come costruzione di sistemi documentali coerenti, capaci di mantenere nel tempo relazioni, contesti, provenienze e livelli di conoscenza.
In questo scenario, la distinzione tradizionale tra archivio e collezione appare sempre più permeabile: patrimoni differenti richiedono metodologie condivise, linguaggi interoperabili e una crescente integrazione tra competenze scientifiche, documentali e curatoriali.


Oggi, infatti, il tema non riguarda soltanto la disponibilità delle immagini online, ma la capacità di costruire strutture documentali in grado di garantire continuità interpretativa, leggibilità e trasmissibilità del patrimonio nel tempo.
Alla base di un sistema che permetta accessibilità, divulgazione, ricerca e trasmissione devono esserci:
– responsabilità scientifica,
– qualità documentale,
– continuità interpretativa,
– governance culturale.
Perché la divulgazione senza struttura rischia dispersione.
E la struttura senza accessibilità rischia silenzio.
A partire da questa prospettiva, Emblème ha presentato il progetto Memoria Assente Presente, sviluppato in collaborazione con Allemandi a partire dal patrimonio di Piero Fogliati, come caso di studio dedicato alla costruzione di continuità tra catalogazione, ricerca, interpretazione e divulgazione.
Il progetto, costruito attraverso il Caveau Digitale®, ha integrato ricerca curatoriale, approfondimento documentale, memoria familiare, fotografie storiche e materiali dispersi all’interno di un unico ecosistema di conoscenza, rendendo accessibile pubblicamente un patrimonio articolato senza separarlo dal proprio contesto culturale e interpretativo.

Un lavoro che non si limita alla conservazione documentale, ma affronta il patrimonio come sistema di relazioni, conoscenze e strumenti di trasmissione, accompagnando chi oggi si trova a prendersi cura di patrimoni pubblici o privati nella costruzione di continuità, leggibilità e valore culturale nel tempo.