Il 30 gennaio 2026 Giulia Tosetti, Founder & CEO di Emblème, ha preso parte alla giornata di studi “È online. È di tutti? Immagini online, Archivi offline”, un momento di confronto dedicato al ruolo della digitalizzazione come strumento strategico per la gestione, la trasmissione e la valorizzazione degli archivi e delle collezioni.
L’incontro ha offerto l’occasione per riflettere su un tema centrale per il patrimonio culturale contemporaneo: il superamento della tradizionale separazione tra archivio e collezione a favore di un approccio integrato, capace di mettere in collegamento documento, oggetto, memoria e prospettiva futura. In questo contesto, Emblème ha portato il proprio punto di vista metodologico, maturato all’incrocio tra pratiche archivistiche, best practice museali e infrastrutture digitali.
Ogni processo di valorizzazione non nasce nel momento in cui un bene viene presentato al pubblico, ma molto prima, quando il patrimonio viene reso leggibile, ordinato e verificabile. Quando gli si restituisce una voce.
Il contributo di Emblème ha posto l’attenzione sulla necessità di un approccio integrato tra archivio e collezione, capace di tenere insieme pratiche, professionalità e piani di lettura differenti.
La digitalizzazione, in questo senso, non è mai un fine in sé, ma un aggregatore capace di mettere in relazione tutti i piani di vita di un bene: storico, conservativo, economico, narrativo e identitario. È proprio attraverso questa integrazione che il patrimonio diventa interpretabile, attivabile e trasmissibile.

Archiviare significa costruire relazioni
Archiviare oggi non equivale a una semplice registrazione di dati. Significa ricostruire un sistema di relazioni: tra oggetti, persone, contesti, traiettorie di acquisizione e storie di collezionismo.
Il metodo Emblème, sviluppato a partire dalle best practice museali in materia di archiviazione e gestione delle collezioni, si fonda sulla mappatura di tutte le aree fondamentali che attraversano ogni bene. Questo approccio consente di ricomporre in modo organico informazioni tecniche, storiche ed umane, restituendo coerenza al patrimonio e orientando scelte di valorizzazione consapevoli.
In questo senso, la digitalizzazione diventa uno strumento di governo del patrimonio, capace di connettere competenze, professioni ed economie, e di trasformare archivi e collezioni in risorse culturali vive.
Come emerso durante l’incontro, è proprio nella qualità del metodo e nella solidità delle infrastrutture che si gioca oggi il futuro della valorizzazione culturale: tra memoria e documento, tra conservazione e visione.